sabato 23 gennaio 2016

Gocce d'inchiostro #9: un condominio, la perdita della maschera sociale e l'angelo sterminatore

Vi aggiorno con le ultime news, fresche fresche di Toscana:

1. Ebbene sì: anche a Pisa sono riuscita a uscire vincitrice (e alleggerita, ma non di molto, per fortuna, dato che su questo titolo c'era il 25% di sconto) dalla Feltrinelli *_*

Trattasi di un libro che volevo comprare da un mucchio, d'ispirazione surrealista come la maggior parte delle opere di Ballard. In quest'opera, "Il condominio", una serie di blackout elettrici sancisce la fine, in un grattacielo di 40 piani e 1000 appartamenti, di ogni parvenza di società civile: i piani più in basso diventano quelli destinati alle classi inferiori e, in una spirale violenta e grottesca di progressiva perdita della maschera sociale come in un fosco film di Bunuel, i protagonisti perderanno via via ogni tratto umano per discendere nel gorgo dell'abbrutimento totale, della ferocia e dell'assassinio, facendo riavverare la profezia del ritorno alla natura selvaggia e brutale dell'uomo in condizioni di mancanza di civiltà de "Il signore delle mosche" di Golding, opposta al mito del "buon selvaggio" di Rousseau. Questi, infatti, affermava che l'essere umano fosse buono prima che la civiltà lo contaminasse. Bella idea, Jean-Jacques, ma io la penso più come Golding, Takami e Collins, solo per citare alcuni autori di opere come il già citato "Il signore delle mosche", "Battle Royale" e "Hunger games". Che poi, questi libri non rappresentano altro che l'eterna rivalità fra Rousseau e Hobbes, filosofi dello stato di natura - per Rousseau, nell'insegna della pace, per Hobbes in quella della guerra - antitetici per eccellenzza, il secondo dei quali ha coniato il famoso detto "homo homini lupus", ossia, grossomodo, "l'uomo è un lupo (cioè un predatore vorace) di altri uomini".

2. La mostra su Lautrec: non potevo non parlarvene! La trovate a Palazzo Blu, in quel di Pisa, ancora per poco - fino al 14 febbraio, mi pare - e devo dire che, tutto sommato, se siete appassionati del genere vi consiglio di visitarla: l'esposizione è interessante, le audioguide abbastanza ben realizzate, ma ci sono anche dei lati negativi. La sequenza delle opere è male organizzata, ad esempio: non solo le segnaletica per comprendere la sequenza in cui vanno visitate le varie sale è insufficiente, ma in più di un'occasione vi ritroverete a vagare con la vostra fidata audioguida all'orecchio, alla ricerca del numero successivo applicato sotto l'opera corrispondente.
Un esempio?
Verso la fine, troverete una saletta con i numeri 27 e 28: peccato che subito prima ci fosse il 24,. Cercate quanto vi pare, non troverete il 25 e il 26; non prima di esservi rassegnati ad ascoltare il 28, al termine del quale la signorina dell'audioguida racconta della morte di Lautrec e vi ringrazia per aver visitato la mostra, posate pure le vostre audioguide all'uscita, grazie. Sì, ma io vorrei prima ascoltare il 25 e il 26, grazie e altrettanto... fatto sta che, proseguendo verso l'uscita, passerete attraverso un'ultima sala espositiva, e... sì, eccoli qui i due numeri mancanti, più smaglianti che mai.
Cioè, dai: bella la mostra quanto vuoi, è sempre emozionante vedere dal vivo delle opere originali di autori che hanno fatto la storia (Lautrec è stato il prima artista pubblicitario, ad esempio, e a lui si devono le prime litografie che pubblicizzavano locali o generi come i coriandoli di carta, appena inventati (prima si usavano quelli di gesso, che però erano pesanti e quindi pericolosi), o le sigarette; però, non si fa così. Per fortuna all'uscita c'erano i moduli da compilare con le opinioni sull'organizzazione della mostra e lì mi sono scatenata. In maniera sempre elegante, per carità, ma le mie idee le ho espresse chiaramente.


Anyway, una cosa che mi ha colpito molto è stata la frase all'inizio della mostra; prima di rivelarvela, devo premettervi che Lautrec era una specie di nanetto, alto appena 1.52 mt a causa di una grave malattia genetica. Ed è per questo che diventa emblematica la citazione di Lautrec stesso, davvero emozionante: "E pensare che, se avessi avuto le gambe un poco più lunghe, probabilmente non avrei mai disegnato".
Se potete, e se vi piace il genere, andateci :-) peccato solo che non ci sia la serie di pubblicità relative al famoso Le Chat Noir del collega disegnatore Steinlein, molto vicino a Lautrec, ma il Divano Giapponese vi ripagherà della delusione ;-)

3 commenti:

  1. Mi piace l'assenza di sviolinature.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In quale parte del post, Terry? :-)

      Elimina
    2. Ciao Terry, è da un po' di tempo che volevo chiederti una cosa...
      Mi è sembrato di capire da alcuni tuoi commenti su questo blog, che tu scriva.
      Ho letto sempre molto volentieri i tuoi post, mi sembri una persona matura, sensibile e intelligente, quindi mi interesserebbe sapere se mi sono sbagliata o se sei una scrittrice.
      Se si, vorrei sapere se hai pubblicato qualcosa *-*

      Elimina

Tu.
Sì, proprio tu.
Ti trovi in un luogo fra lo spazio e il tempo, dove l'educazione e il rispetto sono la regola internazionale. Se ciò che stai scrivendo è offensivo, sei pregata/o di contare fino a dieci e ricordarti che nell'eternità siderale la stupidità non ha luogo.