mercoledì 20 gennaio 2016

Libraio indipendente e addetto alle vendite in librerie di catena, due mondi a confronto

Ri-buonasera!
Oggi giornatona, neh? Non vi è toccato sorbirvi le mie lagne solo questo pomeriggio, no: vi tocca leggere anche questo post, con annessi e connessi. Quasi mi dispiace per voi. Ebbene, sarete felici di apprendere che le mie considerazioni di stasera sono brevi e che solo un vostro contributo riflessivo potrà arricchirle, quindi attendo i vostri commenti, oggi più che mai.

 Come chiacchieravo con voi sulla mia pagina FB pochi minuti fa in merito a questo articolo, il 31 marzo pare che ci sarà l'attesissima sentenza dell'Antitrust sul colosso Mondazzoli. Mauri, Ad di Mondadori, si difende asserendo che il colosso ha funzioni di consolidamento del mercato librario e si augura che la sentenza avrà connotazioni di lungimiranza.
Io non sono un'esperta, ma la mia idea è sempre stata a favore della diversificazione del mercato librario, non della sua massificazione. Molti sono stati gli articoli da me pubblicati sul blog in favore delle librerie indipendenti, templi in via d'estinzione di vera carta, con vera polvere su veri scaffali, nelle città di ferro e acciaio.

Non parlo solo delle mie preferenze personali in termini di generi letterari: a far pendere l'ago della bilancia dalla parte delle librerie indipendenti sono anche tematiche quali la proposta di titoli di nicchia, spesso introvabili o addirittura difficilmente ordinabili nelle librerie di catena (Mondadori, Giunti, Feltrinelli...), nonostante l'ormai ridicolo costo del processo di stampa, che devono fare i conti con direttive dall'alto in termini di invenduto; altra tematica è quella del rapporto fra lettore e libraio, mestiere che sfuma diventando sempre meno libraio e sempre più commesso alle vendite nelle librerie di catena. Questo non per incompetenza del personale (anche se, come dappertutto, ci sono le dovute eccezioni), quanto per una serie di fattori che va dalla precarietà dei posti di lavoro - precarietà che porta a un naturale distacco nell'approccio alle varie professioni, così come una schiena frustata senza sosta sente meno dolore di una sulla quale il boia si accanisca facendo lunghe pause - all'ambiente spesso prettamente commerciale e poco stimolante delle librerie di catena, con libri dal formato molto simile e copertine interscambiabili, sature di titoli che, riprendendo l'articolo che ho condiviso qualche ora fa sulla mia pagina FB da Il Post (questo), vendono "a fiammata", con picchi altissimi, per poi svanire velocemente e finire al macero.
Se in queste librerie gli ambienti sono spesso asettici e "aziendali", le librerie indipendenti sono più calde, intime, ricche di legno, coi pavimenti ricoperti di pile di libri ondeggianti alte fino al soffitto. Spesso nelle loro stanze si svolgono attività stimolanti, come momenti ricreativi per i bambini, piccole fiere itineranti di artisti e artigiani, pittori, disegnatori. Qualche volta qui si svolgono presentazioni di libri o incontri con qualche autore locale, ed è facile trovare un angolo della libreria adibito a mini caffetteria, con giochi da tavolo e qualche poltroncina in cui riposarsi leggendo e sorseggiando un caffè che si paga a offerta libera, come nei circoli di paese di una volta.
Certo, non tutte sono così, così come non tutte le libreria di catena sono come le ho descritte io, ma vince la maggioranza.

Il punto è che c'è differenza fra vendere libri (libri = merce) e provare amore per i libri che si vendono (libri = amici e/o figli che, per il loro bene, sappiamo dover lasciar andare).
Mi viene in mente un aneddoto: tutti i sabati io seguo un corso di tedesco insieme a una ragazza molto simpatica, che però non ama il tedesco. Lo studia solo perché vorrebbe provare a lavorare in Germania, così mi ha detto. Per lei il tedesco è un mezzo, non un fine e nemmeno un grande piacere. Io invece sono innamorata del tedesco e forse è per questo che, a detta dell'insegnante, lei trova molte più difficoltà nell'apprendimento rispetto a me. A me viene naturale, mi sboccia sulle labbra senza nessuna fatica.
Io non voglio usare il tedesco.
Voglio solo fare l'amore con lui.

So che queste considerazioni sono superficiali e magari un po' romanzate, e magari non riflettono un'accurata conoscenza del settore, ma sono le mie e questo è il mio modo di esprimermi. Piano piano, mi farò opinioni sempre più approfondite e precise su questi argomenti, anche grazie al vostro contributo :) ora vi lascio, in quanto i miei occhi pulsano e bruciano in maniera non indifferente e la mia coscienza mi morsica l'anima, non essendo riuscita a scrivere un po' del mio manoscritto nemmeno oggi. Certo, ho letto molto, ma non è sufficiente. Solo che, fra il lavoro, i dolori artrosici, il blog e il viavai di voci sempre presenti in casa, non ce la fo proprio a mettermi sul manoscritto. Sigh.
Uh, a proposito: per chi non l'avesse letto sulla mia pagina FB di ieri, ci sono un paio di news che devo raccontarvi. News succulente, ma nemmeno oggi le saprete. Devono decantare ancora un po'. Magari domani. Sì, domani ve le svelerò.
Per ora, buona notte a voi e al libro che vi attende sul comodino.

4 commenti:

  1. Anch'io preferisco le librerie indipendenti perchè sono più complete, più calde e con del personale più qualificato. Se poi hanno anche un angolo relax per poter leggere o bere un caffè diventano ancora più accoglienti. È bello trascorrere un po' di tempo tra l'odore amato dei libri, in un ambiente dove ti fanno sentire come a casa propria.
    Sul comodino stasera mi attende "Il diavolo in corpo" di Raymond Radiguet, scrittore morto a soli vent'anni. Questo libro è stato sorteggiato tra i classici al "Circolo dei lettori" di cui faccio parte ma, almeno per il momento, non lo trovo coinvolgente.
    Il 26 gennaio poi confronteremo le nostre opinioni su questo libro e subito dopo il "momento magico", la scelta del prossimo libro...

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    1. Io non credo che, questa volta, leggerò il libro scelto: dalle prime pagine mi è sembrato davvero poco avvincente, a tratti noioso, scritto con uno stile pesante che non mi ha entusiasmata per niente.
      Speriamo che il prossimo libro sia più nelle mie corde :-) purtroppo il 26 lavorerò nel pomeriggio, quindi non potrò essere all'incontro T.Ti

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  2. Se posso cerco sempre di andare in una libreria indipendente ma purtroppo non ce ne sono molte nella mia zona e devo spostarmi di almeno 20/30 Km. Quella volta però è un viaggio che intraprendo con piacere *_*

    Spezzo una lancia a favore della Giunti: nell'esercito di commessi qualche appassionato lo trovo e ci si fa qualche chiacchiera volentieri :D



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    1. Ma sai che anch'io mi trovo bene dalla Giunti? I ragazzi della mia città sono simpatici e disponibili, inoltre ci conosciamo ormai da parecchi anni :) poi ti dico, io preferisco le librerie indipendenti e ok, ma se proprio non riesco a visitare una di quelle anche una bella Feltrinelli non guasta :D

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Tu.
Sì, proprio tu.
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