domenica 22 febbraio 2015

Per aspera ad astra: cosa significa?





Domenica: un giorno uggioso, lame di pioggia sul vetro, il letto troppo caldo, la vita troppo fredda. Per me non è mai stata una giornata di festa, bensì un pre-lunedì, un preludio all'inizio di un'altra settimana di fatica.
Che allegria, neh?

Ma!
Per stemperare quest'atmosfera scolorita vorrei parlarvi del nome del blog, Per aspera ad astra. Buffo, no? Sono mesi che scrivo, che chiacchieriamo insieme, eppure non ho mai spiegato né il significato di questa frase, né - molto più importante - cosa rappresenta per me.
Vediamo di rimediare ;)

"Per aspera ad astra" significa, letteralmente, "attraverso le difficoltà, verso le stelle": un invito a puntare sempre in alto, dunque, senza farsi abbattere dalle avversità della vita. Può sembrare un consiglio banale, ma ci sono sassi che, se spaccati, rivelano un prezioso smeraldo.
Questa frase è lo stesso. Un sasso, una citazione fra mille altre, ma per me, la Alice che non ha mai conosciuto il Paese delle Meraviglie, significa molto di più che mettercela tutta: anche la mia vita è solo una fra le tante, un sasso in una ghiaionata, ma per me è l'unica che abbia significato, nel senso che non ne vivrò mai un'altra: sono io, solo io, da quando nasco a quando muoio. La mia vita può intrecciarsi con mille altre, ma non perderà mai colore, né assorbirà il sapore delle altre. E di asperità, in questa vita, ne ho incontrate non poche.

Tutti viviamo momenti difficili, certo; in tanti hanno avuto un'infanzia complicata, un'adolescenza da incubo... certo. Ma per me il passato è come una radice nascosta, minacciosa: allunga le sue propaggini nella terra, frugando e strisciando sempre più verso il presente. Qualche volta, mentre fuggo nel bosco in cerca del Paese delle Meraviglie, quelle radici spuntano fuori e mi attanagliano le caviglie; sono caduta molte volte, ma proprio quando iniziavo a venire trascinata all'indietro, ho puntato gli occhi sulle stelle, le magnifiche nebulose siderali, e quelle hanno incendiato le mie iridi di nuovo fuoco.

Le stelle, l'universo... sono più che una passione per me. Adoro l'astrofisica, l'astronomia; sedermi su una collina ad attendere che faccia buio, un bicchiere di carta in mano, il profumo di caffè bollente nelle narici. Non c'è una sera, quando torno stanca e demoralizzata dal lavoro, in cui io non alzi gli occhi al cielo e tracci col dito i vecchi disegni delle costellazioni. Allora mi sento meglio. Casa è lassù, il Paese delle Meraviglie è lassù; forse su un esopianeta - i pianeti morfologicamente simili alla Terra e quindi candidati per ospitare la vita, se solo non fossero così irraggiungibili con i mezzi tecnologici attuali -, forse in un luogo fantastico al di là del nostro universo, dove le leggi della gravità non hanno alcun significato e la gente cammina a testa in giù, proprio come la Alice del cartone Disney pensa che facciano le persone dall'altra parte del pianeta.

Non è facile condividere una passione simile con qualcuno; non conosco nemmeno qualcuno che ami la fantascienza come genere letterario, eppure io non leggerei altro. Talvolta è dura, ma queste sono solo piccole asperità: il vero premio è lassù, tra le stelle, dove spero con i miei romanzi di poter, un giorno, brillare.

E voi?
Qual è la vostra passione? Ce n'è qualcuna che non riuscite a condividere con nessuno?

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