giovedì 26 luglio 2018

Nel salotto dello scrittore: oltre l'orizzonte

Ebbene sì, amiche e amici: siamo giunti all'ultima puntata della rubrica "Nel salotto dello scrittore", almeno per ora. Ho provato a tardarla, davvero. Il post doveva essere online lunedì, poi martedì - ma, alla fine, non ho potuto fare a meno di scriverlo. Brutta bestia, la nostalgia.
In ogni caso, oggi visiteremo gli ultimi Autori che ho pensato di selezionare; scrittori, poeti, perfino pittori che hanno viaggiato a lungo nel mondo, esplorandone ogni confine, e che alla fine si sono stabiliti laggiù, oltre la linea luccicante dell'orizzonte, dove l'occhio umano non può arrivare, ma che è patria e frizzante giardino in cui danza e ride la fantasia.


Rabindranath Tagore


Rabindranath Tagore, chiamato talvolta anche con il titolo di Gurudev, nacque nel 1861 a Calcutta in una ricca e importante famiglia di Bramho. E' stato lo scrittore più grande della moderna letteratura indiana: a lui appartengono poesie, saggi, drammi (più quasi 2500 disegni e dipinti); le sue opere immortali gli guadagnarono il premio Nobel per la letteratura nel 1913, il primo mai conferito a un letterato non occidentale. Non solo: Tagore ricevette anche il titolo di cavaliere nel 1915, ma lo rifiutò nel 1919 per protestare contro il Massacro di Amritsar, nel Punjab, dove le truppe britanniche uccisero circa 400 dimostranti indiani che si ribellavano contro le leggi coloniali.
Grande difensore dei diritti civili e della cultura, Tagore riuscì, nel 1921, a realizzare il progetto di trasformare la scuola di Santiniketan in un'università internazionale, La Vishva Bharati University. A essa devolse i proventi del premio Nobel e i diritti d'autore dei suoi libri. Non contento, per raccogliere ulteriori fondi per l'università egli compì instancabili viaggi nel mondo: nel 1924 visitò la Malesia, la Cina e il Giappone. Poi si recò in Argentina e, nel 1927, in Europa e anche qui da noi, in Italia.
Il successo di Tagore come scrittore si estese ben oltre i confini della sua terra, raggiungendo gli Stati Uniti e l'Inghilterra dopo la pubblicazione del suo celeberrimo "Gitanjali: Offerte di canzoni".
La casa-museo di Rabindra Bharati può essere considerata come la raccolta delle memorie di Tagore: vi sono catalogati dipinti originali, fotografie, libri e altri documenti importanti di cui l'India è molto fiera.

Curiosità: durante la visita è possibile ascoltare, in sottofondo, opere musicali composte dallo stesso Tagore.


Gabriel García Márquez




"Vengo a chiederti il favore di accompagnarmi a vendere la casa. Non fu necessario che mi dicesse quale era la casa e dove stava, perché per noi ce ne era una sola al mondo: la vecchia casa dei nonni ad Aracataca, dove ebbi la fortuna di nascere e dove tornai a vivere dopo gli otto anni."

G. G. Márquez, "Vivir para contarla", 2002

Ad Aracataca, in Colombia, si trova la casa museo di questo celeberrimo scrittore, vincitore del Premio Nobel nel 1982: tutti i suoi romanzi  ("Cent'anni di solitudine", "Foglie morte", "L'amore ai tempi del colera" e "Cronaca di una morte annunciata", per citarne solo alcuni) furono, in minor o maggior misura, ispirati da questo luogo, così come Macondo, il villaggio immaginario che fa da sfondo alle vicende di "Cent'anni di solitudine".
Un piccolo aneddoto riguarda la nonna dell'Autore: era veggente, motivo per cui, negli anni '70, un amico di Márquez, Plinio Apuleyo Mendoza, gli domandò se fosse stata lei a rivelargli che sarebbe diventato uno scrittore. Lui, però, rispose: "No, è stato Kafka, che raccontava in tedesco le cose allo stesso modo in cui le raccontava mia nonna. Quando lessi a diciassette anni 'La metamorfosi', scoprii che sarei diventato scrittore. Pensare che Gregorio Samsa poteva svegliarsi una mattina e scoprire di essersi trasformato in un gigantesco scarafaggio, mi fece pensare: 'Io non sapevo che questo fosse possibile farlo. Ma, se è così, scrivere mi interessa.'"
Purtroppo la casa originale, che constava di quattordici stanze, venne distrutta da una tempesta, ma nel 2010 è stata ricostruita e oggi è un luogo di pellegrinaggio letterario, piena degli effetti e dei ricordi dello scrittore. Indimenticabili le citazioni scritte su tutti i muri e sparse per il paese.

Curiosità: sul retro della casa vi è un bel giardino con enormi alberi esotici da frutto. L'intero paesino di Cartagena sembra uscito direttamente da uno dei libri dell'autore.


Karen Blixen



A Nairobi, in Kenya, si trova la casa museo della nota autrice, la quale scriveva: "Avevo una fattoria in Africa, ai piedi delle colline Ngong." Ella visse nel complicato periodo coloniale, di cui dipinse un immortale ritratto nel suo libro memoir "La mia Africa". La Blixen arrivò in Kenya nel 1913 per sposare suo cugino, il Barone Bror von Blien-Fincke, con lo scopo di realizzare insieme il sogno di una vita: comprare una grande piantagione di caffè e gestire una fattoria. Il sogno si realizzò, ma andò in frantumi nel 1921 quando la Blixen si separò dal marito e dovette rimanere da sola a curare la piantagione, ormai unica sua ragione di vita. La sua storia, fatta di safari, frustrazioni, tradimenti, relazioni, divorzi, siccità e addirittura la vendita della piantagione a causa di una gravissima crisi del mercato del caffè portò la Blixen a uno straziante ritorno in Danimarca nel 1931, nella quale rimase a dedicarsi alla sua altra passione, la scrittura, dipingendo le emozioni e le avventure vissute nella sua amata, e perduta, Africa. 

Curiosità: i giardini sono spettacolari ed è possibile osservare perfino gli attrezzi agricoli originali utilizzati nella piantagione. All'interno della casa gli arredi sono quelli originali, in stile coloniale, ma è possibile anche ammirare il vestito indossato da Meryl Streep durante le riprese del noto film "La mia Africa", tratto dal romanzo omonimo.


Katherine Mansfield




Casa Thorndon, a Wellington, in Nuova Zelanda, fu il luogo in cui la celebre scrittrice visse pochissimo, per poi trasferirsi con la famiglia a Londra nel 1903 e viaggiare in Europa per il resto della sua vita fino alla morte, avvenuta prematuramente a 34 anni. Ma i suoi primi cinque anni di vita furono condotti qui, in una modesta casa bianca che dava sull'oceano. Nei suoi scritti non si denota un grande amore da parte sua per il luogo, ma alcune delle sue opere più celebri, come "Sulla baia", traggono completa ispirazione dall'aria gravida del profumo di frutti esotici, dallo sciacquio battente della risacca notturna, dal sapore di sale sulle labbra, dalle vesti bianche delle signore sulla spiaggia, come se quei ricordi, malgrado la volontà della Mansfield, si fossero tatuati dentro di lei in maniera indelebile. Oggi la casa è stata riportata alle origini e celebra l'autrice, anche attraverso l'ampio, magnifico giardino circostante. Il profumo dei fiori sotto la pioggia è sontuoso, magico, e riporta indietro nel tempo.

Curiosità: nella casa sono presenti moltissimi oggetti appartenuti alla Mansfield, compresi la sua macchina da scrivere e il pianoforte di famiglia.


Bene, eccoci alla fine, dunque: quella vera, tagliente, cruda, che prima o poi arriva a mozzare tutti i respiri. E voi direte: e che ansia! Sì, lo so. E' che mi affeziono molto alle cose, alle persone, alle idee. A tutto. Mannaggia alla mia sensibilità. Comunque, so bene che la rubrica non è completa: un numero sterminato di Autori non vi ha trovato posto, ma per i motivi vi rimando alla puntata precedente. Qui vi lascio solo i miei più sinceri ringraziamenti per aver viaggiato con me e partecipato alle mie ricerche, nella speranza che - almeno un pochino - vi abbiano emozionati. Grazie, a tutti, anche a chi ha letto senza commentare: mi ha fatto piacere trascorrere un po' di tempo nella vostra silenziosa, discreta e delicata compagnia.
Vi segnalo, comunque, che a breve sarà online una nuova rubrica, dal titolo "Nella valigetta dello scrittore", grazie alla quale io e la mia socia, Francesca, imbratteremo un po' di pagine con i nostri consigli di scrittura e spunti per gli aspiranti Autori, nella speranza di stuzzicarli con le nostre idee. Potete trovare qui la prima puntata, dedicata alle ambientazioni di romanzi e racconti.
A presto e, ancora, a tutti: grazie.


- Alice

10 commenti:

  1. Gabriel Garcia Marquez è entrato nel mio cuore quando ero adolescente, quindi è uno scrittore molto speciale per me, e confido di andare a visitare questa casa 💖 Due anni fa invece, ho visto quella della Blixen😍 Non quella in Kenia (stavo per andarci anni fa, poi la situazione politica me lo impedì, ma prima o poi realizzerò anche questo sogno), ma quella a Rungstedlund, vicino a Copenhagen. Di primo acchito, potrà certamente sembrarvi meno suggestiva della celeberrima 'fattoria in Africa', ma vi assicuro che una volta entrati, si viene letteralmente catapultati nelle atmosfere africane, e ci si ritrova in un luogo magico. Non a caso, questa residenza della scrittrice è conosciuta come Karen Blixen museet. Ad ogni angolo, la semplicità, l'essenzialità, della 'tipica casa danese' è 'scaldata' e arricchita da oggetti tipici e monili africani, nonché ritratti, realizzati dalla scrittrice, delle persone (e degli animali), con i quali la Blixen instaurò un particolare legame affettivo nella sua Fattoria. Inoltre, essendo questo il luogo della sua giovinezza, dove poi tornò a seguito della rovina in Africa, facendo riaffiorare la sua passione per la scrittura, dando così vita alle sue opere, fra cui appunto "La mia Africa", è possibile ammirare, nella sala verde, la sua macchina da scrivere, la Corona. Inoltre per arrivare alla casa-museo, bisogna percorrere un sentiero che porta ad una suggestiva riserva naturale e ornitologica, con alberi secolari e circa 40 specie diverse di uccelli a nidificarli, con tanto di casette ❤ Ricordo anche che fra due alberi era abilmente sospeso a mezz'aria un letto, atto presumibilmente a simboleggiare l'inclinazione a sognare ad occhi aperti 😍 .. Poco prima di raggiungere la casa, si arriva anche alla tomba della Blixen, situata all'ombra di un grande faggio. Semplice e sposata con la natura, com'era lei. Mi spiace essere stata così prolissa, ma era doveroso rendere partecipi degli scrittori, di questa casa, dove la Blixen diventò una 'scrittrice a tutti gli effetti', riprendendo letteralmente in mano la sua vita 💖

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    1. Ciao e benvenuta nel blog! *_*

      Ma che spettacolo! Pensa che ero indecisa se descrivere la casa danese della Blixen o questa in Kenya, ma per fortuna ho optato per la seconda, così ti ho dato l'opportunità di parlare dell'altra nel tuo commento!
      Sarei felicissima di avere esperienze così vivide e meravigliose da descrivere anch'io, purtroppo quella di viaggiare è una passione che mi è sbocciata solo da pochi anni e ancora non ho visitato molti Paesi stranieri. Sono rimasta incantata leggendo la tua descrizione della casa danese della Blixen, cosa non darei per visitarla e scattare un sacco di foto! >.<
      E naturalmente anche per vedere i danesi, ma, ehm, quella è un'altra questione.

      Màrquez sai che io non sono mai riuscita a digerirlo? Lo so, è pura blasfemia, eppure è così. Cercherò di dargli un'altra possibilità appena mi sentirò di fare un nuovo tentativo...

      - Alice

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  2. Buonaserata a tutte!

    Tramonto splendido per una rubrica splendida, complimenti.

    Blixen non la ho mai sentita nominare, chissà se è così brava... :)

    Con Marquez non sei l'unica ad avere problemi, io l'unica sua cosa valida che ho letto è "Cent'anni di solitudine", l'amore ai tempi del colera è una mezza cavolata (e il film pure peggio). Impressionante il museo di Tagore, autore che purtroppo non conosco molto bene.

    Quasi finito 14... ;)) posto che alcune parti le ho dovute rileggere tipo venti volte per destreggiarmi con la trama, per ora è una figata... vediamo come va a finire...

    Per gli autori mancanti (DORIS LESSING!!!) si può sempre fare, se e quando ne avrete voglia, "Nel salotto dello Scrittore" season 2 :)

    Buon proseguimento di serata a tutte!

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    1. Io non sono riuscita a leggere nemmeno quello, di Màrquez... merito di essere messa io davanti al plotone d'esecuzione, altroché! :P

      Lo sapevooo! Ero sicura che "14" ti sarebbe piaciuto, dove sei arrivato? Io più che problemi con la trama diciamo che mi ha un po'... uhm, perplessa? Ma attendo di sapere la tua opinione :)

      Eh, purtroppo ci avevo pensato alla Lessing, ma essendo deceduta di recente la sua casa non è stata ancora valorizzata, anzi, è probabile che ci vivano gli eredi o comunque dei parenti. Se ci fai caso, ho inserito pochissimi - se non, forse, solo Stephen King - degli Autori viventi proprio perché le loro case non sono visitabili :)

      Comunque, una seconda stagione è sempre possibile :D un abbraccio e buona serata!


      - Alice

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    2. Ciao!

      Davvero Marquez non è per tutti... sulla Lessing hai ragione... oh, bhe, la scelta non manca comunque >-< ;P

      14 provo a finirlo domani, oggi non ho avuto tempo (grigliata, chiacchiere, regali Yeeehhh, adoro i compleanni ah-ah... ok,ok ^^) ne sto leggendo anche un altro, e dovrei riuscire a finirlo. :)
      Perplessa? È il minimo ahah

      Buonaserata a tutte!

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  3. Ciao!
    Che peccato che siano finite le carrellate del "Il salotto dello scrittore", mi mancheranno moltissimo.
    Interessante anche questa volta, alcuni però non li conoscevo affatto!
    Tagore, un grande veramente!
    A leggere tutto il suo curriculum letterario, si rimane increduli!
    Visto che amo molto la poesia, cercherò qualcosa nelle sue opere.
    Unknown,benvenuta nel blog!
    Bellissimo il tuo commento!
    La descrizione dell'abitazione della Blixen è ricca di particolari e minuziosa, mi sembrava di essere sul posto insieme a te!
    Buona giornata a tutti gli amici del blog! :)

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    1. Ciao! In effetti anche a me spiace che sia finita questa rubrica, ma chissà, magari, come ha suggerito HPL, prima o poi farò un sequel :D

      Devo ammettere che, pur conoscendo Tagore di nome e di fama, non ho mai letto nessuna delle sue poesie, perciò anche io dovrò rimediare.

      Un abbraccio e grazie per il commento!

      - Alice

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  4. Grazie per questo excursus. Il tuo stile è un vento di primavera, gradevole e ossigenante. Ho appreso cose che non sapevo. Tra le altre che Tagore avesse tanti talenti, anche se la cosa non mi ha stupita. La casa di Maruez, invece, per quanto rifatta, l'avrei immaginata proprio così: chiara e netta in contrasto con il suo misterioso magma creativo. Cent'anni di solitudine mi aveva stregata. Ad maiora, grande recensitrice o recensora, se preferisci. Teresa

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    1. Ciao Terry, bentornata sul blog!
      È sempre un piacere leggerti!
      Ti ricordi di me? :)
      Spero di si! *_*
      Buonanotte!

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    2. Grazie Terry, è sempre un piacere leggere un tuo commento. Questa è solo una delle puntate della rubrica, le mie preferite sono quelle dedicate agli scrittori americani :)
      A presto, cara!


      - Alice

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Tu.
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