giovedì 26 aprile 2018

Coerenza e plausibilità

Coucou.
In questi giorni c’è un dubbio che continua a frullarmi per la testa: quando leggiamo un romanzo è così essenziale che tutto sia plausibile?
Mi spiego meglio.
Dopo aver inviato il mio primo libro (che d’ora in avanti chiamerò il Pupo) ad alcune case editrici mi sono trovata a dover progettare l’intera trama della mia prossima creatura. Non che lei mi sia del tutto estranea, sia chiaro. Trattandosi di una saga, sin dal giorno in cui ho messo mano al primo capitolo del Pupo avevo idee ben chiare circa i libri a seguire. Tuttavia (odio quando ci sono i tuttavia) avere qualche punto cardine non significa avere una trama già pronta. Ci sono sempre elementi da dover studiare, dialoghi da costruire e relazioni da instaurare tra i vari personaggi. Proprio per questo motivo mi sono fermata a vagliare alcune opzioni possibili per ciò che devo scrivere. Il risultato? Mah, alcune scelte non mi piacciono, ma sono plausibili. Vi faccio un esempio: ho bisogno che Anna vada a Torino perché là, anche se lei ancora non lo sa, incontrerà l’amore della sua vita. Ma se a Torino Anna ha il terrore di ritrovare il suo ex fidanzato che la stalkera da una vita, allora Anna - per plausibilità delle cose - non andrà a Torino. E questo non mi piace. Altre scene, invece, mi piacciono molto, ma non sono credibili. Riprendiamo Anna. Se decidessi di farla andare a Torino, magari costruendo un aspetto coraggioso (e un po’ stupido) della sua personalità, otterrei delle belle situazioni, ma avrei forzato la mano. Per una scelta logica e razionale Anna NON dovrebbe voler andare a Torino per nessun motivo, tantomeno per qualcosa che lei non sa nemmeno di dover trovare.
Da un lato mi dico che si parla spesso dell’imprevedibilità della natura umana. Le persone possono fare cose incredibilmente stupide, senza pensare alle conseguenze. Dall’altro, però, continuo a ripetermi che voler forzare le cose sia un po’ come costringere la storia a crearsi secondo i miei voleri, prendendo in giro i miei personaggi e i lettori che poi dovranno seguirli. 
Per questo, in passato, ho dovuto riscrivere tutto il Pupo, che si basava su una scelta incoerente con il personaggio che la compiva, ed è per questo che oggi mi sono fermata a pensare. 
Fino a che punto la plausibilità è da tenere in considerazione? Possiamo nascondere un atto incoerente con la buona scrittura? Esistono altri romanzi (o film) dove i personaggi hanno compiuto scelte prive di alcuna plausibilità e nessuno se ne è accorto?

Ecco, su questa ultima domanda vorrei sentire anche i vostri pareri. Personalmente, vagliando gli ultimi romanzi che mi sono capitati sotto mano, ho trovato qualche elemento discordante. 


Pet sematary (Stephen King, 1983)
Allora, premesso che mi è piaciuto moltissimo questo romanzo (l’ho divorato) c’è una questione che forse, in qualità di scrittrice, trovo incoerente: abbiamo un protagonista (medico) sconvolto per la morte di uno studente. Perché sconvolto? Perché in punto di morte il ragazzino gli ha nominato il cimitero degli animali che si trova dietro casa del protagonista. Come se non bastasse, la notte successiva, il povero dottore sogna il ragazzo che lo accompagna al cimitero e gli dice di non avvicinarsi per nessun motivo. Sembrerebbe un incubo, e fin lì tutto ok, ma al mattino successivo il protagonista si sveglia sporco di fango ed erba e quindi è chiaro, non aveva sognato. Era tutto vero! Non so voi, ragazzi, ma se questo capitasse a me col cavolo che mi avvicino al cimitero! Anzi, a dirla tutta cambio casa ed emigro in un altro paese!


Ma io sono una codarda e questo non è il caso del dottore a cui, sfiga vuole, muore il gatto. Personalmente, avrei seppellito la bestiola nel giardino di casa, e avrei comprato un gattino a mia figlia. Ma non il protagonista, no! Lui, nonostante il ragazzo morto e il sogno/non sogno in cui veniva avvisato di non avvicinarsi a quel posto, decide di seguire il consiglio del vicino di casa e lo segue al cimitero, dando il via a tutta la trama.

Adesso, forse esagero io a considerare la plausibilità delle cose e la complessità dello stato mentale umano, ma se questo tizio era davvero così sconvolto e spaventato dal cimitero… perché diavolo c’è andato? Per far proseguire la trama, questo è sicuro. Senza quel tassello non ci sarebbe stata nessuna storia.


Un altro esempio, Shannara (la serie)
Premetto che ho visto solo il pilot della serie tv, quindi non vogliatemene a male se dovessi citare qualcosa non presente nei libri.

In Shannara, la madre del protagonista muore e lui va a parlare con lo zio. Gli mostra delle pietre blu che sua madre, in punto di morte, gli ha ceduto. Lo zio si allarma, dice che è a causa di quelle pietre se il padre del protagonista è morto. Si raccomanda affinché il ragazzo le butti via, poi che fa? Se ne va e molla lì il protagonista che, guarda caso, poco dopo sale in sella e dice allo zio di voler partire per diventare un medico. Lo zio lo lascia andare chiedendogli se si era disfatto delle pietre. A quella domanda il protagonista dice di sì (mica scemo), poi, appena lo zio se ne va di nuovo, apre il pugno e ammira le pietre.
Adesso, ripeto, forse sono io quella esagerata… ma ha senso? Se delle pietre avessero ucciso mia sorella e ora mio nipote me le passasse sotto il naso dicendomi che sono magiche, e che può fare grandi cose con quelle, io altro che dirgli di farle sparire… io le distruggo. Le frantumo in mille pezzi e ci saltello sopra. Cioè, magari sbaglio, ma ho due nipoti e non mi sognerei MAI di fargli correre dei pericoli, specie se questi hanno appena perso i genitori!
Eppure parliamo di una saga che ha avuto successo, quindi mi domando: me ne sono accorta solo io? Sono io che sbaglio a considerare solo quello che GENERALMENTE un pg dovrebbe fare? 

O ancora, Battle Royale (Batoru Rowaiaru, 1999)

Anche in questo caso parlo di uno dei romanzi preferiti, tuttavia c’è una cosa che non mi torna: se ad andare agli Hunger Games (li chiamerò così per praticità) è stata una classe del liceo (o erano medie? Vuoto di memoria) com’è possibile che tutti loro fossero assassini infallibili? Cioè, ok uno o due… ma gli altri? Insomma, io ho trent’anni e la prima volta che ho provato a tirare con l’arco a momenti faccio fuori l’istruttore… com’è possibile che dei ragazzini, invece, riescano a centrare la testa dell’avversario come se niente fosse? 

Lo capisco in Hunger Games, dove la protagonista era una cacciatrice ed era allenata per una situazione simile… ma loro?

Bene, con questo credo di aver finito gli esempi (o almeno quelli che mi vengono in mente). Mi farebbe molto piacere sapere cosa ne pensate voi, se non altro per capire se sono io quella esagerata o se, davvero, la plausibilità non è sempre così essenziale ai fini di una storia.


Un abbraccio

- Francesca

2 commenti:

  1. Ciao Francesca, ho letto con interesse il tuo post, e dopo aver riflettuto posso dirti che non hai torto nel dire che in alcuni romanzi non sempre ci sia plausibilità.
    Ho divorato anch'io Pet Sematary, ma devo dire che King è molto bravo nel far apparire plausibile qualunque cosa, infatti non mi sono resa conto neanche che non lo fosse, con la passione che mi ha trasmesso di andare avanti nella trama.
    Per Shannara devo ammettere che manchi di plausibilità, perlomeno da quello che hai scritto,visto che io non l'ho mai letto.
    Su Battle Royale mi trovo completamente d'accordo con te, e anche se ancora una volta la bella trama non mi ha portata a pensare troppo, devo dire che qualche lacuna sulla plausibilità ci sia!
    A questo punto, visto il successo ottenuto da tutti e tre i romanzi, mi sento di dirti che forse farsi troppi dubbi e perplessità, non valga la pena. Prova anche tu a "forzare" la trama,se serve, poi con la buona scrittura si può riuscire ad essere vincenti.
    Un caro saluto! *_*

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  2. Ciao Ornella *__*
    Purtroppo da quando ho iniziato a scrivere ho la brutta tendenza a psicoanalizzare troppo il testo. Al di là di tutto, Pet Sematary mi è piaciuto moltissimo e nonostante quella piccola grinza non mi sognerei mai di criticarlo. Lo stesso discorso vale per gli altri esempi che ho proposto...
    Evidentemente, non sempre è necessario che OGNI scelta sia perfettamente plausibile e lineare... d’altronde, salvo eccezioni, anche i personaggi sono umani. Fare sciocchezze gli è concesso ;-)

    Grazie per il tuo commento <3
    - Francesca

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