Buonasera e benvenuti: i miei tre aiutanti pelosi vi invitano a partecipare al secondo giveaway di Capricci d'inchiostro! *_*
Da oggi fino al 4 Marzo (venerdì) avete tempo per partecipare e vincere gratuitamente questi libri, che vi spedirò a mie spese. Il vincitore avrà anche diritto, se gli farà piacere e ne farà richiesta, a una mia dedica personalizzata :3
Cosa fare per vincere questi libri?
Se partecipate solo sul blog (su FB troverete altre regole), allora ecco le regolette da rispettare:
1. Diventare sostenitori del blog tramite GFC
2. Scrivere almeno due commenti a diversi post sul blog TRANNE questo
3. Scrivere qui sotto un commento
E stop *_* nient'altro!
Io vi assegnerò progressivamente un numero e, allo scadere della mezzanotte di venerdì, estrarrò tramite random.org il vincitore, che comunicherò qui e contatterò privatamente ^_^
Spero di avervi fatti felici con questi due libri più segnalibro! Emoticon smile
Spargete la voce! :D
domenica 28 febbraio 2016
lunedì 22 febbraio 2016
Coriandoli sull'acqua, poesia e gli occhi dei marinai
Buondì! :D
Fra poco pubblicherò tre nuove foto nel post corrispondente sul blog (così come su FB) di fan per l'iniziativa #FACCEDALIBRO, chi non avesse ancora partecipato può inviarmi un suo autoscatto insieme al libro che sta leggendo al momento :3

Ho anche una notizia di gaudio e tripudio da comunicarvi: cioè, di pre-gaudio e pre-tripudio nel caso in cui io riceva risposta positiva, ma è già un inizio. Ho scritto alla casa editrice indipendente free Sillabe di Sale, sulla quale ho letto tante esperienze positive da parte di svariati autori, per proporre la mia raccolta di poesie, intitolata temporaneamente "Coriandoli sull'acqua". SBAM. Che notiziona, nevvero?

E così, ci ho provato. Beh, si vedrà come va a finire. Attenderò con piacere tutto il tempo necessario :)
Per ora sono nel momento più bello, quello in cui ho ancora gli occhi a cuore e spero, spero, spero, guardando oltre l'oceano come un marinaio che abbia lanciato una colomba verso l'ignoto e attenda di vederla tornare con un ramo verde nel becco.
sabato 20 febbraio 2016
Ci metto la faccia? No, ci metto il faccialibro!
Buongiorno.
Ammesso che lo sia, naturalmente. E' morta Harper Lee da poche ore e già c'è una nuova morte pesante, pesantissima: Umberto Eco. Sì, quello della citazione sul fatto che chi non legge vive una volta sola mentre chi legge vive 5000 vite. Quella che tutti condividono almeno una volta a settimana su Facebook. Avete presente? Lui.
Naturalmente c'è anche chi ha letto tutta la sua bibliografia (e non ho difficoltà ad ammettere che non è il mio caso: Eco è uno di quegli autori fenomenali che io, nella mia ignoranza, trovo difficilissimi da digerire) ma di fronte a morti simili e al fiorire di immagini e citazioni a tema su tutte le pagine FB, comprese quelle, chessò, sulla pesca sportiva, mi inacidisco sempre un po'.
Comunque, voglio condividere con voi un'idea che mi è venuta questa mattina. Vi copio pari pari il mio post sulla pagina FB.
Parto?
Parto.
"Questa mattina mi sono svegliata e sono andata in cucina.
Non erano neanche le sette, così ho deciso di accendere la tv. Film. Documentari. Il telegiornale.
Lì, vedo un servizio su un branco di ragazzine alle prese con una "gara di selfie" di fronte a una tomba di terra smossa dove, fino a poche ore prima, era stato sepolto un diciottenne, tale Vincenzo Amendola, assassinato con uno, forse due colpi di pistola alla testa da qualcuno che probabilmente ha a che fare con la camorra. "Ora faccio la foto così la mando a mia madre", diceva una ragazzina. Una foto. Dove è morto un ragazzo. A sua madre.
Spengo.
Accendo FB e trovo altre foto, mezze bufale e mezze vere (la parte drammatica la è), in cui dei turisti si sono fatti dei selfie con un delfino finché questo non è morto. O magari era già morto, chi lo sa?, ma si tratta comunque di una barbarie inaudita.
Così, anche se io per prima sono un po' allergica ai "selfie", ho deciso di provare a contrastare queste bestie umane con degli autoscatti un po' più ragionati, puliti e divertenti. Queste siamo io e mia mamma che mostriamo con orgoglio sia la nostra faccia, sia il libro che stiamo leggendo al momento. Questo è Facebook, in fondo, il "FACCIALIBRO". E allora mostriamo la faccia, mostriamo i libri, impugniamo la cultura come una spada sguainata contro l'abbrutimento e l'ignoranza.
Se vi va, fatevi una foto col libro che preferite e io sarò felicissima di aggiungervi all'album qui sulla pagina, così come sul blog.
Fatemi sapere se l'idea vi piace. Aspetto i vostri scatti :)"
![]() |
La mia bellissima mamma |
![]() |
Io, in tutta la mia discutibile magnificenza |
![]() |
La mitica Lalla |
![]() |
La misteriosa Mariafelicia |
![]() |
Il disperato laureando Andrea |
![]() |
Il mitico Daniele! |
![]() |
Diletta e le sue letture... soprannaturali! |
![]() |
La super simpatica Irene |
![]() |
Daria e il mio ammmore Stephen King |
![]() |
L'intellettuale Simone |
![]() |
Maura, la sognatrice |
![]() |
Vincent... anzi, Ivano il matto :D |
![]() |
La dolcissima Laura |
![]() |
La tenera Francesca |
![]() |
Andrea e i suoi fantastici gusti librosi *_* |
![]() |
Manuela e la copertina più bella del mondo, guardate quant'è bella! |
![]() |
Carmelo e uno dei viaggi più appassionanti che ci siano! |
![]() |
La mia Erica patatosa *_* |
![]() |
La splendida Sabrina |
![]() |
Quella gran gnoccolona di Valentina *_* |
giovedì 18 febbraio 2016
Gocce d'inchiostro #11: luoghi antichi, maschere africane e lo strano effetto dell'allegria
Buongiorno :3
Riemergo da una settimana davvero tosta, densa di impegni e che - glom - non è ancora finita per aggiornarvi sulle ultime novità:

Questo libro mi trasmette una strana sensazione: come se mi ricordasse di un luogo di polvere, di strada cocente e ruvide spine di cactus, dove i tramonti infiammano il cielo come fuoco liquido. Sono mai stata in un posto simile? No. Eppure il richiamo persiste a ogni riga, come se conoscessi già quei panorami, e a ogni riga una parte antica di me riconoscesse vagamente un amico che credeva morto, o perduto.
Di pari passo porto avanti la lettura, pur con qualche difficoltà data la scarsità di tempo, di "Un avamposto del progresso" di J. Conrad. Mi piace da morire, specialmente per la capacità di Conrad di descrivere qualunque cosa con poche parole profonde, nere e taglienti come solchi in una maschera tribale africana.
2. Si avvicina il giorno in cui terrò la mia prima conferenza letteraria *_* mi viene da vomitare dall'ansia! Così, gaudiosamente! Sono stata invitata a chiacchierare del mio tema preferito, ossia la scrittura, da dove nasce e come si evolve, da dove partire per scrivere un romanzo, quali sono i crismi da rispettare... ammesso che ci siano. Burp. Dovrebbe tenersi nel mio paese verso metà marzo, ma ancora non conosco i dettagli. Vi terrò aggiornati!
3. Ho finito di revisionare un mio vecchio racconto lungo e devo dire che chi ne ha letta la nuova versione ne è rimasto molto colpito. In verità, anche a me piace la nuova versione. Stavo quasi pensando di provare a inviarlo alla Dunwich edizioni, che so pubblicare volentieri racconti lunghi di genere thriller/horror, ma non so se attendere di finire di revisionare anche gli altri cinque racconti per crearne una raccolta oppure no. Ci penserò ancora qualche giorno.

Speriamo che risponda.
Speriamo.
domenica 14 febbraio 2016
"Io non sono ipocondriaca" di Giusella De Maria
Buonday!
Giorno gioiglorioso a tutti!
Oddio, la domenica in realtà per me è sempre una giornata un po' grigia, una sorta di pre-lunedì che trascorro aggirandomi come una talpa cieca per casa, ora aprendo il frigo, ora sorseggiando una tazza insipida di tè, ora giocando alla Play Station senza provarne vera soddisfazione. Meh. Aggiungiamoci che qui a La Spezia il tempo è matematicamente sempre uggioso la domenica, e avrete il quadro completo.

Protagonista del libro è la spumeggiante Nina, un'allegra e determinata ragazza di Sorrento che si destreggia fra il suo "regno delle delizie", ossia una casa immersa in un magnifico e profumato aranceto che è anche la sede operativa della sua attività di catering, e... l'ipocondria. Sì, perché, anche se lei non lo ammette neanche di fronte all'evidenza, la sua vita è scandita dalle parole magiche che ogni ipocondriaco riconosce all'istante: paracetamolo, lansoprazolo, ibuprofene, cortisone orodispersibile e tanti piccoli dispositivi e medicinali pronti all'uso che hanno il potere, in qualunque momento, di assicurare a Nina la sopravvivenza. Anche sul lavoro il suo disturbo si fa sentire: non solo nei rapporti con gli altri lavoratori, ma soprattutto con la sua fissazione per la pulizia e la disinfezione di ogni superficie, pentola e cucchiaio, anche per più volte al giorno. Che ansia, nevvero? Eppure lei non se ne accorge, anzi!, continua imperterrita a recarsi dal medico e al pronto soccorso per ipotetiche crisi d'aria, dolori strani, parestesie moleste. Sarà proprio durante uno di questi attacchi di panico che conoscerà qualcuno che le cambierà la vita: un medico giovane, scherzoso e ironico, che... basta. Ormai lo sapete: sul più bello mi devo fermare, altrimenti poi mi usate come Wikipedia, per leggere le trame di quei film che sì, vorreste vedere, prima o poi, ma no, non oggi, va beh, leggiamo online come finisce che sennò mi perdo tre ore della giornata.

Quindi leggetelo: se siete ipocondriaci, se avete amici ipocondriaci, oppure se per qualche motivo vi sentite semplicemente giù di morale e non riuscite ad apprezzare appieno la vita. Perché... lo vedete quell'uomo? Quello in una certa camera di un certo ospedale di Bologna, seduto su un letto con le gambe nude e pelose che penzolano giù? Vi sta guardando col viso sereno, sorridente, e le sue mani sono abbandonate in grembo, sul camice operatorio. Guardate la sua pelle pallida sotto i fiocchi di cotone del camice, cinque fiocchi per ogni fianco. Le sue costole sporgenti, le sue guance ancora floride, ma che presto saranno incavate. I suoi vividi occhi lucenti, pieni di una vita che gli sta scivolando fra le dita. Lo vedete? Allora venite, sedetevi intorno a lui e ascoltate ciò che ha da dire. Ascoltate il suo insegnamento insieme a me, insieme a Nina.
Insieme alla voce gelida dell'ipocondria, dell'ansia o della pre-lunedicità che vi rode l'anima.
Ascoltate...
giovedì 11 febbraio 2016
"Sybil" di Flora Retha Schreiber e dissociazione mentale: un paio di considerazioni generali
Buongiorno!
Il postino ha appena suonato e io sono felice come un re *-* dentro il piego di libri c'era "Sybil", di cui vi ho parlato qualche giorno fa, scritto da F. R. Schreiber.
L'argomento?



Potrei parlarvi per ore di questa tematica sulla quale studio e che mi appassiona da tempo, ma mi fermo qui. Sappiate solo che questo libro è magnifico, sia per il tema, sia per come è scritto.
E sappiate che ne parlerò presto nel dettaglio. Promesso.
domenica 7 febbraio 2016
Qualche nuovo acquisto libroso, qualche vecchio rimpianto
Buon pomeriggio! :)
Ultimamente sto andando un po' a rilento con la lettura, così come con la scrittura. Sono stanca, assonnata, piena di impegni lavorativi e commissioni da sbrigare. Inoltre, questo cielo plumbeo non aiuta.

Voi direte: eh, ma ci sono anche libri che finiscono diversamente rispetto al film o telefilm.
Giusto.
"Shining", per esempio, è un romanzo con una trama completamente diversa dal libro: cambia praticamente tutto, non solo la morte dell'antagonista, ma addirittura c'è un personaggio che nel film muore e nel libro no. Per dire. Senza contare che nel film Kubrick ha puntato la sceneggiatura sul concetto di psicosi mentale, mentre nel libro il motivo principale della discesa nella follia di Jack Torrance era da ricercarsi nell'influenza nefasta e soprannaturale del cimitero dei nativi indiani sul quale era stato costruito l'Overlook Hotel.
Tutto vero, ma non è il caso di "Wayward Pines".
O gli sceneggiatori sono stati bravissimi, o non hanno avuto fantasia; in ogni caso, il telefilm per ora è quasi identico al libro. Solo un elemento - la trama parallela della moglie del protagonista, Theresa - è diversa e la cosa mi piace... ma non abbastanza da non riuscire a mollare il libro, come invece mi accadeva, ai buoni vecchi tempi, con i primi romanzi di Stephen King. E non solo: anche "Sfera" di Crichton mi ha fatto quest'effetto, così come "Il signore delle mosche" di Golding e diversi altri.


Il dolore è sempre lì, come una palude sopra la quale sia cresciuto un soffice strato d'erba.
E' lì, e aspetta.
"La luce crede di viaggiare più veloce di ogni altra cosa, ma si sbaglia. Per quanto veloce viaggi, la luce scopre che l'oscurità arriva sempre prima, ed è lì che l'aspetta."
Terry Pratchett
giovedì 4 febbraio 2016
"Sybil" di F. R. Schreiber, personalità multiple e disturbi dissociativi dell'identità
Ri-buongiorno!
Gioiagaudio a tutti voi!
Come state? La famiglia? Il gatto?
Bene, bene. Anch'io sto bene. Abbastanza, almeno, e questo per via di alcuni motivi: prima di tutto, perché finalmente sto riprendendo in mano la mia vita, riappropriandomi del legame con il mio corpo e la mia alimentazione; secondariamente per via del fatto che sto riprendendo a lavorare sui miei racconti horror e fantascientifici, oltre a continuare a portare avanti la progettazione del secondo romanzo, cosa che mi rende alquanto gioiosa. E ciò si connette al progetto di cui chiacchieravo qui sul blog l'altro giorno, quello che ha a che fare con una certa casa editrice e certi giovani autori. Ne saprete presto di più, promesso :D

In realtà, le persone schizofreniche sono intrappolate in una sindrome psicotica che ne mette a repentaglio l'autoconservazione e distorce la realtà da loro percepita; vero è che anche un dissociato può talvolta essere vittima di paranoie e psicosi, ma in genere si tratta di individui che, a seguito di un trauma vissuto in condizioni di stress spaventoso o di abusi subiti nell'infanzia, spesso da parte della famiglia, si ritrovano a non poter rispondere psicologicamente in maniera adeguata alla situazione. Creano perciò un alter ego, spesso rabbioso, vendicativo e/o iperprotettivo che diventa il loro scudo contro gli orrori della vita, una vita che li ha spezzati e frammentati in riflessi su una pozza di vetri di uno specchio. L'alter si alterna alla personalità principale secondo una modalità di switching on/off che lo fa apparire quando qualcosa del presente sollecita la memoria dell'individuo connettendolo al trauma subito nell'infanzia.

L'alternanza fra parte remissiva e terrorizzata e parte aggressiva e persecutrice diventa disfunzionale spesso in tarda adolescenza, quando l'individuo si ritrova a non poter più affrontare la vita con reazioni emotive che il suo cervello non ha mai maturato, rimaste all'età infantile (parte bambina) o a quella adolescenziale (parte vendicativa e che si sente invulnerabile).
E... va bene, la smetto.
Non voglio tediarvi troppo, ma è un argomento davvero interessante. E infatti vi consiglio di leggere, in merito, il libro che sto finendo anch'io: "La dissociazione traumatica: comprenderla e affrontarla" di Suzette Boon. Bello, completo e con tanti esercizi. E ora torno a morire lentamente di sonno sul divano, direi. Sapendo che dopo mi aspettano millanta ore di compiti di tedesco.
Meh.
Iscriviti a:
Post (Atom)