Ci sono momenti in cui ti va di fare un sacco di cose. Sei sveglio, ispirato. Al mattino ti alzi, apri la finestra e inali un profumo che non è solamente aria, non è solamente inverno. E' anche foglie, umidore, e quel vago aroma affumicato che hanno tutte le cose quando fa particolarmente freddo.
In mattine così, una tazza di caffè, un foglio e una penna sono sufficienti per tirare fuori qualcosa. Una poesia, un pezzo di capitolo. O magari un disegno. Piccoli tratti che si intersecano con altri.
Poi torni a casa, le sporte gonfie di mazzi di asparagi e conchiglie, e per tutta la mattina ti lanci nei più sfrenati esperimenti culinari, perché la creatività è arte, e l'arte è come Dio: in tutte le cose.
Mi mancano, quei momenti. Questa è la verità. Da mesi, apro le finestre, annuso, ma l'aria sa solo di aria. Il caffè è acqua sporca e il foglio, le sporte, il cuore restano vuoti.
Sarà una giornata storta, mi dicevo all'inizio. Poi: sarà una settimana. Ma la settimana è diventata un mese, e il mese un anno, e l'unica cosa che so è che le cose devono cambiare subito, adesso, o...
Già, cosa? Che accadrà, se al primo anno se ne inanellerà un secondo, e poi un terzo, ciascuno più vuoto del precedente?
Meglio non pensarci. Per ora preferisco pubblicare questo post così, senza neanche rileggerlo, solo per il gusto di aver scritto qualcosa in cui credo. Qualcosa che non è piazzato lì per dovere, o per scimmiottare qualche autore più bravo di me. Scrivo per esistere, e dunque oggi posso dirlo: esisto. E ho intenzione di farlo ancora a lungo.

Basta saper attendere. Continuare a respirare. Continuare a sperare. Sarà un caso che queste parole si somiglino tanto?
Respira, Alice.
Spera, Alice.
"Una rosa è una rosa è una rosa."
- Alice