venerdì 29 giugno 2018

Cuore di Tufo - Giuseppe Chiodi

A cosa pensate se dico Napoli?
Ok, quelli di voi che hanno pensato alla pizza riabbassino le mani, per favore. Oggi non parliamo di quella Napoli. Parliamo di una Napoli vera, fatta di persone e folclore. La Napoli di "Cuore di Tufo", scritto da Giuseppe Chiodi.





TitoloCuore di Tufo


AutoreGiuseppe Chiodi

Casa editriceDark Zone edizioni

GenereDark/Urban fantasy

Pagine: 113



Partiamo da una premessa: io non conosco Napoli. Ci sono stata una volta sola, per un colloquio di lavoro. Una toccata e fuga di un paio d’ore che mi ha vista tornare a casa assonnata e frastornata per il lungo viaggio senza essermi goduta niente (nemmeno un trancio di pizza!). Dunque, è chiaro: non conosco affatto questa città e probabilmente è per questo se, nell’avventurarmi tra le pagine di Giuseppe Chiodi, mi è sembrato di affacciarmi su un mondo completamente nuovo. Sì, perché "Cuore di Tufo" non racconta solo la storia di Pietro, e di come costui cerchi in ogni modo di salvare sua figlia dalle grinfie della Bella ‘Mbriana, ma racconta Napoli, trascinandovi dentro i suoi misteri e dentro le sue più profonde introspezioni.

Vi riassumo brevemente la trama. Pietro Cimmino, proprietario di un negozio di antiquariato, è un uomo superstizioso, caduto in un vortice di ossessione e magia nera. Ancora turbato dalla separazione recente con sua moglie, vive con la piccola Sonia, sua figlia, che per lui rappresenta l’universo intero. Nelle prime pagine del romanzo, però, Pietro incontra Dafne, una bella studentessa beneventana, che riaccende in lui una scintilla di speranza. Forse può di nuovo essere felice. Forse, può ancora amare. Sarà proprio questa scintilla, e la stessa Dafne, a scatenare le ire della Bella ‘Mbriana, lo spirito protettore della casa a cui Pietro è devoto, e a mettere in pericolo Sonia. Per salvarla, Pietro varca finalmente la linea che separa la realtà dall’immaginazione. Si avventura, così, nella Napoli del sottosuolo, alla ricerca dello spirito del monacello, l’unico in grado di aiutarlo a sconfiggere la Bella ‘Mbriana e a salvare sua figlia.

Insomma, una storia lineare, piacevole, però mai scontata. Un romanzo che, a mio avviso, non solo racconta l’amore disperato di un padre ma, come Pietro che si avventura nelle catacombe, scende a esplorare le sfaccettature più profonde della solitudine. Quella di un uomo devastato da un amore finito, disposto a credere agli spiriti — e ad apparecchiare per loro, come vuole la tradizione napoletana — pur di non sentirsi solo. Una storia il cui protagonista non è il classico eroe disposto a morire pur di salvare un amico, ma un uomo vero, uno per cui la propria sopravvivenza viene prima di quella altrui.



Un serpeverde, insomma! E qui devo fare una nota di merito a Giuseppe Chiodi: fantastici i richiami alla Rowling, da brava fanatica di Harry Potter, li ho apprezzati tantissimo!

Ottima la prosa. Pulita e mai troppo verbosa, spinge affinché il lettore proceda con la lettura senza mai annoiarsi. L’unico appunto che mi sento di fare, in merito, riguarda i dialoghi. Approvo la scelta stilistica di rendere i personaggi ancora più reali attraverso l’uso del dialetto napoletano, tuttavia una nota a fondo pagina, di traduzione, mi avrebbe fatto davvero comodo, specie sul finale - che, personalmente, avrei diluito e allungato ancora un po', data l'alta concentrazione di azione e combattimenti.

In conclusione, se amate l’urban fantasy, mi sento di consigliarvene la lettura, sia che siate napoletani doc, e cerchiate qualcosa di diverso, che parli proprio della vostra città, sia che non la conosciate affatto e vogliate tuffarvici dentro per la prima volta, come ho fatto io.

Ora, però, devo salutarvi. Sarà meglio che mi metta a fare le pulizie, se non voglio fare arrabbiare la ‘Mbriana ;)


- Francesca

3 commenti:

  1. Mi è piaciuta molto la tua recensione!
    Il personaggio di Piero mi incuriosisce molto; magia, ossessione, mistero, sono tutte cose che mi affascinano!
    E poi l'amore di un padre per la sua piccola, è una cosa che mi emoziona sempre.
    Se poi l'autore ci mette anche un pizzico di Rowling, non può che essere un libro soddisfacente!
    Complimenti a Giuseppe Chiodi, e grazie a te per la recensione che mi ha dato l'opportunità di conoscere questo libro.
    Lo acquisterò!*_*

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    Risposte
    1. Ops, scusate, intendevo Pietro, non Piero! ;-)

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  2. Guarda, a me il personaggio di Pietro è piaciuto molto. È un protagonista tridimensionale, come diciamo Alice e io, con tutti i suoi pro e i contro. Fidati, vale la pena dargli una chance!

    Comunque grazie a te, Ornella. Sei sempre gentilissima <3

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Tu.
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